Non è semplice vivere da soli, come non è
semplice vivere in comunione. Ogni alleanza è costruita nel tempo, in un
“esodo”, camminando.
La fatica, il dolore, le cadute, le
incomprensioni, le gioie sono la legge della strada e solo il clima di fede
e di fraternità dà motivazione all’andare.
Solo una comunione attiva e vissuta può far
fecondare e nutrire l’insieme.
Bisogna che si raggiunga lo stimolo di
camminare tenendoci tutti in cordata nella speranza, per dare un senso alla
vita e alla storia di ciascuno.
La nostra Comunità deve restare piccola;
per sua natura è parrocchiale.
È chiamata a rispondere alle esigenze del
territorio.
La parrocchia susciti vocazioni per una
scelta di speciale consacrazione ad una “diaconia” costante e feconda
- animi un volontariato che contorni
l’opera dei consacrati residenti
- proponga, anche nel piano pastorale, il
carisma del dono e dell’impegno nella gratuità.
Questa Casa Famiglia è una piccola “università”
perché cresca la nostra civiltà dell’Amore.
Certo, essa non esaurisce le tante
situazioni di impegno personale o comunitario che si propongono; però “il
bene è bello se fatto bene” e una scuola, uno stimolo, un richiamo sono
sempre una Grazia.