COMUNITA' della RESURREZIONE

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E’ la Comunità della Resurrezione

Cioè di coloro che consacrano la loro vita animati dal carisma specifico

della accoglienza, della condivisione, del servizio a Cristo presente nel più povero, con la gratuità e nel dono totale.

Scegliere di essere poveri con i poveri è scegliere di essere liberi dalle nostre sicurezze culturali, affettive, sociali, economiche... ma in un modo radicale, perché per logica siamo portati a trattenere sempre qualcosa per noi. E la paura di perdere, ci tenta a dare solo il superfluo.

Cristo ci invita a superare il calcolo, ci prospetta una dimensione diversa:

“Va, vendi tutto quello che hai, dallo ai poveri.., poi vieni e seguimi... “ (Lc. 18)

La misura della nostra libertà è nel dono senza misura ai poveri, perché solo loro la possono misurare facendoci più poveri di loro.. al loro servizio.. a supporto della loro crescita.

Il povero è sempre là a sfidare il nostro egoismo, a regalarci la sua condizione perché da lui possiamo imparare la Beatitudine, nella libertà da ogni sicurezza, nella generosità più piena.

Non siamo più per noi, ma per lui.

È la logica della libertà evangelica.

La mancanza di potere diventa allora, coraggiosa libertà per affermare il diritto di chi non ha voce.

La povertà dei mezzi, diventa ricchezza e beatitudine interiore.

Il dono della vita si riempie di tante altre esistenze.

S. Paolo diceva: “ho niente, ma possiedo tutto”

È il “centuplo” del Vangelo.

Questo carisma che anima la Comunità della Resurrezione è proposto:

- ai Giovani e a tutti coloro che liberi, vogliono donare la loro vita in una “diaconia” di amore con una scelta forte di consacrazione da vivere a tempo pieno, all’interno della stessa Casa Famiglia

- agli Sposi, perché lo vivano nelle loro relazioni domestiche e matrimoniali - lo esplichino con le povertà avvertite nell’ambiente in cui vivono - nella vita parrocchiale come impegno di un laicato disponibile e operoso - lo prestino nella disponibilità ad ogni servizio che si presenta.

- ai Sacerdoti perché animi la loro vita interiore e la loro pastorale, incarnando la Parola e il rito.

Il Vescovo diocesano nel 1987 riconobbe con decreto vescovile la Comunità come Associazione pubblica di culto e religione dal titolo COMUNITÀ DELLA RESURREZIONE.

Resurrezione vuoi dire:

- Alimentare il lucignolo dalla fiamma smorta - rinvigorire la canna incrinata - rendere vivo, attuale l’opposto del male, come “segno” di novità di vita.

- Giudicare con gli occhi e il cuore della speranza, senza arrendersi allo scoraggiamento, alla rassegnazione, alla debolezza anche di un fisico che si consuma

- Attingere alla ricchezza di ogni età, coltivando attese di novità che possono nascere anche nei terreni più aridi

- Riprendere quota quando si è tentati di andare in basso; dare un gusto alla vita rendendosi utili, capaci, al di là delle cadenze della età e della malattia.

- Proporre all’altro “tu non puoi morire perché ti amo” ed è come se in quel dono gli assicurasse la vita perché l’amore vince la morte.

Gesù  è il Risorto perché ha perfettamente amato e chi ama è nella vita.

E’ l’Uomo Nuovo, nel quale la vita si è affermata in pienezza sulla morte.

Ha vissuto per fare della sua vita un dono.

Quella vita donata morendo, ha avuto ragione sulla morte.

Il simbolo della nostra Comunità è un tronco secco che fiorisce.

 

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Ultimo aggiornamento: 14-08-02